martedì 24 giugno 2014

Sono Malato. Lo dico a mio figlio?



Molte famiglie si trovano a dover scegliere se dire o non dire rispetto a situazioni delicate come può essere quella della malattia. Gli atteggiamenti sono principalmente due:  
1. “Non dico nulla o rispondo con bugie alle domande che mio figlio fa; lo faccio solo per non spaventarlo, tanto non capirebbe, è troppo piccolo!”


La scelta di “non dire” si rivelerà nel breve tempo ingestibile e soprattutto controproducente. In realtà celare ai figli, specie se piccoli, la verità su una malattia crea un buio comunicativo: si alimentano angosce e paure, c’è il rischio che facciano inferenze errate e si creino fantasie negative; inoltre i bambini si crederanno colpevoli per qualcosa che non hanno fatto. Già a 3 anni i bambini comprendono che la malattia può colpire le persone vicine, a 4anni sanno che ci si ammala e che si può morire non solo di vecchiaia.

2. “Dico la verità e gli spiego che cosa sta succedendo.”


I bambini guardano noi e il mondo che ci circonda dove più nulla viene celato, fanno domande e vogliono sapere la verità. I nostri figli non sono passivi ma sono in grado di percepire a tutti gli effetti che in famiglia è cambiato qualcosa, percepiscono i messaggi non verbali, i silenzi carichi di tensione e paura.

Ecco perché a mio avviso per il benessere psicologico dei minori e di tutta la famiglia è importante dire in modo sincero che cosa sta accadendo.
Non esiste un manuale di istruzioni per una comunicazione così delicata. Un consiglio potrebbe essere quello di usare il linguaggio delle fiabe che aiuta a dire verità dolorose mantenendo lo spazio di fiducia e speranza, la terapia della parola e dell’amore curano, calmano e rassicurano.

Il modello “AMARE” può fornire ulteriori suggerimenti per comunicazioni delicate:

 A = Accordo: I genitori devono essere d’accordo sull’importanza della comunicazione al figlio
 M = Momento:  E’ importante trovare uno spazio e un tempo ideali per la comunicazione
 A = Ascolto: Quello che il bambino già conosce, spesso è sorprendente quante cose già sappia
        E’ una conoscenza utile perché ci permette di correggere alcune sue convinzioni errate
 R = Ridare fiducia: Incoraggiare il bambino e rassicurarlo, lasciare spazio alle sue domande
 E = Empatia: Accogliere le sue reazioni e fargli capire che i genitori comprendono la sua                     
        preoccupazione e tristezza


Il silenzio non è d’oro, è il nemico principale dal quale occorre sfuggire per 
il benessere dei nostri figli. 


Presso il nostro Centro Familia di Melegnano le psicologhe dell'equipe possono aiutare le famiglie anche in comuncazioni delicate come queste.

Dott.ssa Giorgia Vacchini 



Per info: 02.86.87.51.63
www.centrofamilia.it 

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