venerdì 8 agosto 2014

MI RACCONTI UNA FIABA?


Siamo in estate, le giornate sono lunghe, i viaggi in macchina verso mete di vacanza spesso noiosi, nelle sere calde talvolta i bambini faticano ad andare a nanna. 
Che cosa fare? Una bella idea potrebbe essere raccontare una fiaba a voce alta! Anche l’Accademia Americana di Pediatria raccomanda di leggere ai più piccoli, “L’importante è leggere  ad alta voce sin dalla nascita, anche se il piccolo non comprende le parole”.



 Ecco perché:

  1. Nei primi anni di vita il cervello è molto plastico e i processi di apprendimento sono efficaci
  2. La capacità di comprendere le parole è molto più precoce della verbalizzazione
  3. Anche se difficilmente coglie tutte le parole e il senso della storia il bambino sa cogliere nella modulazione della voce il tono emotivo delle scene che stiamo narrando.

Inoltre la fiaba è uno strumento con molte potenzialità:

- E’ capace di presentare per immagini anche una situazione complessa, questo è senza dubbio più semplice per un bambino

- “L’immaginario costituisce un meraviglioso campo per sperimentare le possibili soluzioni ai problemi. La fiaba può quindi essere usata come strumento di “problem-solving” (Paola Santagostino)

- Le fiabe parlano al bambino dei problemi con cui ha quotidianamente a che fare: l’abbandono, la solitudine, la disobbedienza, la paura. Indicano poi però la strada per arrivare al lieto fine e risolvere le difficoltà.

Anche se alcuni momenti del racconto possono suscitare emozioni negative, la condivisione e il clima che si crea tra chi parla e chi ascolta la trama, garantisce i necessari margini di sicurezza e fiducia. Non abbiate quindi paura di presentare i “personaggi cattivi” delle fiabe, si sa che poi arrivano sempre in soccorso gli “alleati” e gli “oggetti magici” a sconfiggere le paure!
Accade anche che i bambini, una volta diventati più grandi, desiderino inventare fiabe diventando loro stessi i narratori o i protagonisti della loro storia. Questo è un passaggio importante che merita attenzione perché imparano a elaborare e a comunicare i vissuti negativi che possono turbarli; inoltre scoprono che è possibile, come nella vita, arrivare alla soluzione dei problemi, e che si può chiedere aiuto ad amici, genitori, nonni, insegnanti... che, come i veri alleati nelle fiabe, non mancano mai.



La fiaba, come i sogni, non ha tempo e, con la certezza del lieto fine insegna ad affrontare gli aspetti più difficili della vita senza mai smarrire la speranza.
 
Buone fiabe e buone vacanze!

Dott.ssa Giorgia Vacchini
02.86.87.51.63 - info@centrofamilia.it
 
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