martedì 30 settembre 2014

MATRIMONIO IN VISTA: comunione o separazione dei beni?



Mancano pochi mesi al fatidico si, tutto è ormai pronto ma resta ancora una decisione da prendere: comunione o separazione dei beni?
Di consigli sicuramente ne avrete ricevuti tanti, di notizie ne avrete lette, di esperienze degli altri sarete stati informati ma, qualche nozione giuridica potrebbe esservi utile a chiarirvi le idee.
Analizziamo a tal proposito quanto disciplinato dall’art. 177 del codice civile in merito a cosa rientri nella comunione dei beni. 
Costituiscono oggetto della comunione:
- gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, esclusi i beni personali;
- i frutti dei beni propri di ciascun coniuge, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
- proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi e le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.

Chiarito cosa possa rientrare una volta sposati nella comunione dei beni, per completezza analizziamo ora cosa non vi rientri.
Ancora una volta il codice civile ci viene in aiuto e l’art. 179 risponde ad ogni nostro dubbio, infatti, sancisce che non costituiscono oggetto della comunione dei beni:
- i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
- i beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione quando nell’atto non è specificatamente indicato che sono attribuiti alla comunione;
- i beni ad uso strettamente personale;
- i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge;
- i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente a perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
- i beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio purchè dichiarato all’atto di acquisto.

Ebbene, ora che disponiamo di qualche notizia in più circa i beni che potrebbero o meno far parte della comunione legale dopo il matrimonio, quali considerazioni è utile fare per poter scegliere tra i due diversi regimi patrimoniali?

Sottoscrivere la separazione dei beni può sembrare un atto poco fiducioso e poco amorevole nei confronti della famiglia, in realtà ha però numerosi vantaggi che si possono ripercuotere anche sulla vita della famiglia.
La separazione dei beni conviene quando uno dei coniugi ha già usufruito degli sconti sulle imposte prima casa e vuole mantenere l’immobile, se la famiglia vuole acquistare un altro immobile si potrà in ogni caso godere dell’imposta agevolata di registro o dell’IVA ridotta.
Se uno dei due coniugi esercita un’attività di impresa, la separazione conviene perché, in caso di fallimento, si salvano i beni posseduti dall’altro coniuge che non vengono coinvolti nel fallimento stesso.        
Questi sono solo alcuni esempi di vantaggi derivanti dalla separazione dei beni, cui senza dubbio, ne seguono molti altri sempre di carattere economico-fiscali.

Certamente la scelta del regime patrimoniale della famiglia non è di poco conto, per cui, in caso di ulteriori dubbi è utile confrontarsi con un legale di fiducia, cosi che questo aspetto del matrimonio non rovini la vostra giornata più bella, anche se è indispensabile sapere che, in ogni momento, anche dopo la celebrazione della nozze, è possibile modificare il regime patrimoniale scelto all’atto di matrimonio.

Dott.ssa Stefania Moretti 
Centro Familia 

Nessun commento:

Posta un commento