martedì 16 settembre 2014

PROVE DI CORAGGIO PER GENITORI: L’INGRESSO ALLA SCUOLA PRIMARIA



È stato per 2 o 3 anni alla scuola dell’infanzia, ha imparato a disegnare, a colorare, a giocare con gli altri bambini, forse anche a leggere, scrivere e contare ma per un genitore è sempre “il mio cucciolo!”.
Per un bambino è un importante sforzo di adattamento: i ritmi e le richieste della scuola primaria sono diverse da quelle della scuola dell’infanzia ma si sa, i bambini hanno grandi capacità adattive, soprattutto quando sono sostenuti ed incoraggiati dalla propria famiglia. I genitori si adattano altrettanto facilmente?
Non tutte le famiglie hanno avuto delle esperienze positive con la scuola dell’infanzia (sia quella dei propri figli che quella frequentata da loro) e di conseguenza il passaggio al nuovo ordine di scuola può essere vissuto con aspettative e timori che involontariamente ma necessariamente vengono in qualche modo trasmesse ai propri figli. Spesso ci si chiede “sarà in grado di restare così a lungo seduto e concentrato? Imparerà a leggere come gli altri? E se si isola come accadeva all’asilo? Speriamo che abbia delle maestre comprensive…” questi e molti altri pensieri aleggiano nella mente di un genitore.
Cosa fare nel caso in cui “l’ansia da prima elementare” pervada come la nebbia autunnale la mente dei genitori?!?
Purtroppo non esistono ricette o pozioni magiche efficaci ma è possibile ragionare sul perché l’ansia cerca di sopraffarci e trovare delle strategie che ci permettano di acquisire serenità evitando di coinvolgere nostro figlio e soprattutto scongiurando il pericolo che a lungo andare non voglia più andare a scuola!
Infatti se un bimbo percepisce che uno o entrambi i suoi genitori vedono la scuola primaria come un luogo “pericoloso” si convincerà di questo e non riterrà opportuno frequentarla, sviluppando dei malesseri (mal di pancia, mal di testa, febbriciattola, ecc.) che lo terranno a casa.
Con questo non si vuole attribuire colpe alle madri e ai padri ma sicuramente la sensibilità dei cuccioli d’uomo è tale da avvertire i segnali dati dai propri genitori e rispondervi adeguatamente. Spesso si tende ad attribuire i comportamenti regressivi dei bambini agli atteggiamenti delle madri, che proverebbero dolore nel veder crescere il loro bimbo, vivendo questo momento come una separazione. Al contrario, la responsabilità della situazione di disagio di un bambino non è attribuibile ad un solo genitore, ma si sviluppa all’interno delle dinamiche famigliari, che coinvolgono quindi tanto la mamma quanto il papà.
Non è raro notare in una coppia genitoriale come siano presenti due diversi stili di approccio alla vita: uno più aperto alle novità, più autonomo e coraggioso e disponibile ad allontanarsi per esplorare, l’altro più dipendente, affidabile e talvolta timoroso nei confronti delle nuove esperienze. Come potrete immaginare questo bimbo ha di fronte a sé dei modelli molto diversi ma allo stesso tempo complementari, infatti il genitore più timoroso è solitamente molto attratto dalle caratteristiche del partner “forte e coraggioso”, vorrebbe essere come lui!

Tornando all’ingresso a scuola, quindi il bimbo vedrà degli atteggiamenti diversi nei genitori, uno che lo spinge all’autonomia e che vede la nuova avventura con positività (non sempre il padre) e l’altro che vede altrettanto positivamente la conquista dell’autonomia ma che ne è allo stesso tempo spaventato (non necessariamente la madre). Proprio queste diversità di approccio possono confondere il bimbo e talvolta causare anche discussioni in famiglia, per questo è bene che i genitori si confrontino rispetto alle proprie paure e aspettative nei confronti della nuova avventura condividendo anche con il proprio bimbo le emozioni che albergano nelle loro pance in questo particolare momento!
È importante partecipare tutti insieme all’inizio di questa avventura, dall’acquisto dei materiali alla nuova organizzazione di regole e orari che accompagna la nuova esperienza scolastica. È importante aiutarlo a responsabilizzarsi e fargli comprendere che “vederlo crescere” è ciò che i suoi genitori desiderano.
Vostro figlio è sicuramente pronto ad affrontare questo nuovo viaggio, ha tutto per partire deve solo essere certo che nel momento in cui avrà bisogno di tornare in porto perché si è scatenata una burrasca o perché la sua barca ha subito un piccolo guasto, il suo “porto sicuro” sarà di nuovo pronto ad accoglierlo per poi lasciarlo ripartire!



Dott.ssa Arianna Mangiarotti
Centro Familia


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