lunedì 17 novembre 2014

LA MEDIAZIONE FAMILIARE: IMPARIAMO A CONOSCERLA


Evitando di perdersi in definizioni complesse o grandi riflessioni, uno dei metodi più infallibili per aiutare chiunque a capire un po’ più a fondo il concetto di mediazione è quello insegnatoci da Annie Babu (una delle più note mediatrici francesi): il metodo dell’arancia.

Si utilizza l’esempio di due bambine che litigano per avere l’unico arancio rimasto in cucina all’ora della merenda. La madre, richiamata dalle grida delle figlie, interviene per far esprimere i bisogni di entrambe, arrivando così a scoprire che una voleva prepararsi una spremuta da bere, mentre l’altra aveva assolutamente bisogno della buccia da mettere nella torta. Ecco quindi che le ragazzine tornano entrambe a giocare, con la sensazione di aver vinto entrambe, quando in realtà non vi sono stati né vincitori né vinti.

Se le due bambine non avessero espresso i loro bisogni, non avrebbero potuto in alcun modo risolvere la situazione e sarebbero, al contrario, andate avanti a discutere ad oltranza.

 
E' proprio questo il principio della Mediazione Familiare: accedere ai bisogni dell'intero nucleo familiare che va disgregandosi, per valorizzare le competenze di ognuno, uscirne tutti vincitori e sentirsi più sollevati, ristabilendo un clima di comunicazione e cooperazione.
 
La Mediazione Familiare è applicabile, quale sistema di risoluzione del conflitto, a tutte le relazioni familiari, non solo a quelle tra coniugi, ma anche a quelle tra genitori e figli, fratelli, nonni, sino ad arrivare a rapporti di parentela più allargati.


E’ fuori di dubbio, però, che sia particolarmente indicata quale metodo alternativo alla controversia giudiziaria in caso di separazione e divorzio, in quanto uno dei suoi obiettivi principali è costituito dalla riorganizzazione delle relazioni familiari in un’ottica di continuità genitoriale con particolare riguardo all’interesse dei figli (il raggiungimento della cosiddetta cogenitorialità), ed è proprio su questi casi che concentreremo la nostra attenzione.
(Non si esclude, ovviamente, che venga utilizzata nel caso di coppie senza figli, poiché è comunque possibile, ad ogni modo, applicare in maniera proficua le tecniche della mediazione, per trattare temi quali: elaborazione del lutto della separazione, problemi economici patrimoniali, gestione del conflitto e riapertura dei canali comunicativi, rapporti con le famiglie d’origine).
La mediazione familiare non è terapia di coppia, alla base della stessa vi deve già essere la decisione di entrambi i coniugi di addivenire ad una separazione (o divorzio). Il mediatore familiare incontra i coniugi che hanno già deciso di separarsi o di divorziare e li aiuta a:


- comunicare in maniera costruttiva (consideriamo che nella coppia in procinto di separarsi, spesso la comunicazione è interrotta a causa di incomprensioni e tensioni);

- chiarire quali sono le questioni sulle quali bisogna trovare un accordo;

- raccogliere tutte le informazioni, specialmente di tipo legale, necessarie;

- esaminare tutte le possibilità di scelta esistenti;

- trovare il modo meno traumatico di consultare i figli, sì da tenere presenti le loro esigenze;

- chiarire le reciproche richieste per giungere ad un accordo che sia soddisfacente per entrambe le parti, in modo da essere il più duraturo possibile.
 
Il percorso di mediazione si attua attraverso una serie di incontri, con lo scopo ultimo di portare i coniugi ad una separazione consensuale o ad un divorzio congiunto, evitando così la separazione ed il divorzio giudiziali, procedimenti giudiziari lunghi e costosi.



Alla fine del processo di mediazione viene redatto un documento scritto che riassume tutti i punti sui quali si è raggiunto un accordo.
Le questioni oggetto dell'accordo possono essere tanto quelle riguardanti l'affidamento dei figli, quanto quelle patrimoniali riguardanti eventuali assegni di mantenimento e la divisione dei beni.
Questo documento non è legalmente impegnativo, ma l'accordo in esso contenuto verrà riportato negli atti redatti dai legali che rappresenteranno le parti nel procedimento di separazione consensuale o di divorzio congiunto.
 

 Per informazioni o per iniziare un percorso di Mediazione Familiare
ci si può mettere in contatto scrivendo alla mediatrici del Centro Familia, Dott.ssa Stefania Moretti e Avv. Roberta Mangiarotti.

 

Avv. Roberta Mangiarotti

Centro Familia
www.centrofamilia.it

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