domenica 18 dicembre 2016

RESILIENZA: LA CAPACITA' DI RINASCERE



Che cosa ci succede quando veniamo colpiti da eventi drammatici? Come possiamo reagire di fronte a situazioni traumatiche che ci fanno percepire l’estrema difficoltà di rialzarci? Come riusciamo a dare nuovamente un senso alla nostra vita quando ci sentiamo profondamente smarriti? Pensiamo per esempio ai momenti in cui viviamo un grave lutto, la perdita del lavoro, la malattia di un famigliare.

Il senso di angoscia spesso è totale.

Non esiste ovviamente un’unica risposta a queste domande, molto dipende dalle caratteristiche di personalità del singolo individuo, dal contesto in cui è inserito, dalla rete relazionale di appartenenza, ecc. Ci sono persone che dopo essere state colpite da eventi drammatici non trovano gli strumenti per rialzarsi. Per loro è come se il tempo si fosse fermato lì, cristallizzando qualunque forma di energia vitale.  Altre invece traducono in una valida spinta verso il futuro un’esperienza fortemente negativa e la componente emotiva che la contraddistingue. Varie e notevoli sono dunque le differenze individuali.

La resilienza è la “capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. E’ la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

Persone resilienti sono quelle che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti” (Bonfiglio et al. 2012).

In altre parole, si tratta di riuscire ad accogliere il dolore e le emozioni che derivano da gravi eventi di vita anzichè tentare di combatterli sentendosi privati delle proprie energie fisiche e mentali. Il dolore diventa un aspetto della nostra vita, e non la nostra vita, seppure con uno spazio molto esteso ma senza necessariamente essere pervasivo al punto da impedirci di vivere una vita soddisfacente. In questo senso il dolore sembra rappresentare un’opportunità di cambiamento.

In tema di resilienza vorrei raccontarvi una storia...

Ema aveva 16 anni quando lo scorso anno, in una fredda notte di inverno, sotto l’effetto di una sostanza stupefacente non meglio identificata offertagli da “amici” e che gli ha profondamente alterato la percezione della realtà, si getta nelle gelide acque del fiume della sua città. Annega.

I suoi genitori e le sue sorelle, e tutti coloro che lo amavano, sconvolti dal dolore, restano increduli di fronte a questo dramma di dimensioni cosmiche e, tra le altre cose, non si spiegano l’assunzione di una droga da parte di Ema che non era un tossicodipendente e che appariva come un ragazzo sereno e pieno di vita ma che evidentemente celava una sua fragilità.

Il papà di Ema, Gianpietro, dopo la morte del suo amato figlio e consapevole dell’irreversibilità degli eventi, decide di dare un senso a questa perdita. Nasce così la Fondazione Ema Pesciolino Rosso per prevenire il disagio giovanile ed essere d’aiuto a tanti ragazzi e ai loro genitori.

Attraverso progetti, interventi nelle scuole, incontri nelle piazze, pubblicazione di libri e molto altro, e con la collaborazione di professionisti, la Fondazione si rivolge ai giovani e ai loro famigliari per prevenire, riconoscere e gestire il disagio. Vuole stimolare la presa di coscienza circa l’importanza del dialogo tra genitori e figli, alimentare fiducia nei giovani. Questi sono solo alcuni degli obiettivi cha la Fondazione si pone.

Tantissime le persone che rispondono alle iniziative con la fiducia di chi crede nella possibilità di cambiare.

Il progetto creato è estremamente rappresentativo della capacità di resilienza, il dolore non viene eliminato, non è possibile, diventa però un elemento con il quale convivere e che non impedisce di dare voce alla spinta vitale che ciascuno di noi possiede ma che spesso non siamo in grado di riconoscere. In questo senso,la scelta del papà di Ema e dei suoi famigliari è solo uno dei possibili modi di reagire al dolore, forse quello più vitale....


Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti esposti e la storia di Ema:
Sito Internet: www.pesciolinorosso.org
Pagina Facebook: Fondazione Ema.Pesciolinorosso


Dott.ssa Michela Donini
Psicologa Clinica e Psicoterapeuta
www.centrofamiliamelegnano.com

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